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Meno immobili e più risorse alle nostre Pmi

Da Il Sole 24Ore del 12/12/2017

Non case, ma infrastrutture, equity e Pmi. Non più investimenti «pigri e statali», ma scommesse su aziende private. Sono alcuni dei messaggi chiave che Gianroberto Costa, presidente della Fondazione Enasarco (la Cassa di agenti e rappresentanti di commercio) darà domani all’assemblea dei delegati dell’ente di previdenza che guida da un anno e mezzo. La base dalla quale partire è uno stato di salute finanziario «ottimo», con un bilancio 2017 che presenterà tutte le voci principali in attivo. Oltre questa base, però, ci sono le strategie più alte, che riguardano un patrimonio da oltre 7 miliardi: l’obiettivo è innovare e promuovere «una coraggiosa attività di pulizia degli investimenti». 

Partiamo dal bilancio 2017.

Si dovrebbe chiudere con un saldo della gestione istituzionale di oltre 140 milioni, in crescita rispetto al precedente. Senza entrare troppo nel dettaglio voglio citare il risultato più importante, la gestione previdenziale, che dovrebbe presentare anche per il 2017 un saldo positivo di ben 43 milioni, per arrivare a 62 milioni nel 2018. Mentre per l’assistenza il saldo 2017 dovrebbe salire a quasi 97 milioni.

Passiamo al patrimonio.

Deve conseguire due obiettivi. Il primo è quello di incrementare il rendimento. Per farlo è necessaria un’attività di pulizia e di riconversione degli investimenti problematici, di quelli per i quali abbiamo contenziosi o con scarsa redditività. È evidente che una certa stagione è finita.

Il secondo obiettivo? 

Vogliamo che i contributi dei nostri iscritti possano servire anche per far ripartire l’azienda Italia: d’altronde, raccogliamo contributi di persone che vivono di percentuali sugli affari che fanno. Sono attività strettamente correlate all’andamento del Pil.

Questo apporto come si concretizza? 

Stiamo operando in questo senso, con spirito pionieristico, sia in termini di investimento che di etica degli investimenti, al contrario di altri che continuano a far prevalere gli investimenti immobiliari e quelli in titoli di Stato. Premesso che la sostenibilità è fondamentale, vogliamo investire in aziende che non sono quotate ma che necessitano di capitali. Anche se servirebbe una regìa governativa per dirci dove sarebbe utile concentrarci. Senza pretese dirigiste, però.

Dove avete investito finora?

Solo nel 2016 abbiamo contribuito con oltre 200 milioni in quindici aziende di molti settori: industria, food, moda, servizi, ambiente, infrastrutture. Le oltre venti aziende che hanno beneficiato dei nostri investimenti hanno fatturato 2,9 miliardi. 

Ci aggiorna sul piano di dismissioni, il Progetto Mercurio?

A fine novembre le unità immobiliari vendute o conferite sono 13.874, quelle residenziali di proprietà diretta Enasarco adesso sono 3.251, il 19% delle unità totali. La plusvalenza complessiva rispetto ai valori di bilancio del 2008 è di 970 milioni.

Passiamo alle nuove forme di assistenza.

Vogliamo andare verso un welfare integrato. Gli esempi di questa tendenza, però, sono già oggi molti. È stato introdotto un contributo per consentire a un agente in attività sopra i 75 anni (non coperto da polizza infortuni) di richiedere un’erogazione straordinaria a copertura parziale di infortuni e malattie. Oppure, per gli agenti iscritti per la prima volta negli anni 2018, 2019 e 2020 avremo contributi agevolati. Anche se, su questo, aspettiamo l’assenso dei ministeri. 

Subìte troppi controlli?

Sono favorevole a una politica di controllo: le risorse delle Casse non sono strumenti di potere. Chiediamo, però, tempestività. Il mercato sta diventando sempre più dinamico e richiede decisioni rapide e determinate.