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Rassegna stampa - Giovani, pensione e disoccupazione

Disoccupazione e giovani. Un tema che abbiamo già segnalato nelle nostre rassegne stampe e su cui ritorniamo pubblicando l’estratto di un articolo de Il Sole 24Ore

Il paradosso tutto italiano dei giovani senza lavoro, di Claudio Tucci (Il Sole 24Ore del 1 settembre 2017)

Ancora una volta i dati parlano chiaro, più di tante parole: per i ragazzi, purtroppo, il lavoro non c’è. Ed è paradossale che nel frattempo la politica dibatta di una pensione minima per i giovani stessi. Vediamoli allora questi numeri: appena 47mila occupati in più in un anno tra gli under25, addirittura un calo di 8mila unità nella fascia d’età fino a 34 anni; il mezzo (per non dire intero) flop del bonus occupazionale legato a Garanzia giovani; il tasso di disoccupazione che risale al 35,5 per cento. A fronte di questo l’attenzione di governo e sindacati è focalizzata sulla necessità di assicurare una pensione minima di garanzia di almeno 650 euro ai giovani che dovranno, comunque, avere un minimo di contribuzione maturata. Ma senza un impiego, e per di più stabile, come è possibile versare all' Inps i contributi necessari? Ecco quindi che il “problema lavoro” dovrebbe essere affrontato dal governo prima del “problema pensione”.

E ciò è tanto più vero (e urgente) se, analizzando nel dettaglio i dati sull’occupazione diffusi ieri, si mettono a confronto le performance degli under25 con quelle dei lavoratori over50. Ebbene: in primo luogo, si può vedere come il tasso di occupazione dei giovani si fermi a un modesto 17,2%. Per i “senior” siamo al 59,2%; un dato che si spiega essenzialmente con le novità introdotte dalla riforma Fornero che ha allungato l’età pensionabile (un interessante elaborazione condotta da Adapt ha conteggiato tra il 2013 e oggi, al netto della componente demografica, una crescita degli over50 di 513mila unità, pari da soli al 51% del totale).

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