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Progetto Mercurio
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Progetto Mercurio

La storia

Il portafoglio immobiliare della Fondazione, acquistato in gran parte nel periodo che va dal 1973 al 1997, si mostra, in termini di consistenza numerica, estremamente sovradimensionato. Il parco immobili è dislocato sull’intero territorio nazionale: l’83% su Roma e provincia, l’11,5% su Milano e provincia e, in proporzioni decisamente minori, a Torino, Bologna, Brescia, Ancona, Pescara, Perugia, Bari, Taranto, Palermo e Catania.

La presenza nel portafoglio di numerose unità abitative (è destinato a uso residenziale l’84% dell’intero patrimonio con una superficie lorda complessiva che supera i 2 milioni di metri quadrati), ha imposto alla Fondazione rigidi vincoli politici e sociali, per i quali le modeste agevolazioni fiscali usufruite per l’adozione di accordi sindacali che prevedevano contratti di locazione con canoni a regime concordato, non hanno potuto e non possono compensare le elevate imposizioni fiscali. Per di più, negli anni passati ad Enasarco è stato assegnato dallo stesso legislatore un ruolo di supplenza nelle politiche sociali degli alloggi. Le Casse di Previdenza, infatti, sono state vincolate a destinare una quota significativa dei propri fondi all’acquisto di beni immobili, prevalentemente abitativi, sulla base di piani di investimenti sottoposti all’esame e approvazione dei Ministeri vigilanti nonché a locare buona parte delle stesse unità immobiliari a favore di fasce sociali disagiate.

La Fondazione Enasarco ha locato gli immobili residenziali con il regime vincolante adottato fino al 1978 e successivamente a “equo canone”. Solo nel 1992 i cosiddetti patti in deroga (legge 8/8/1992) hanno consentito all’allora Ente pubblico l’aumento dei canoni di locazione per i contratti in scadenza, anche se in misura modesta a causa dei limiti all’epoca disposti espressamente dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

A partire dall’anno 2002 (ma con decorrenza 2001) la Fondazione ha avviato un processo di aumento graduale dei canoni. In un “mercato della locazione” basato su canoni liberi, la Fondazione ha continuato però ad avere un ruolo di supplenza nella politica assistenziale della casa mediante la sottoscrizione, con tutte le Organizzazioni Sindacali degli Inquilini rappresentative a livello nazionale, di Accordi territoriali per l’area metropolitana di Roma (ad esclusione di 10 stabili dal 2005).

Attualmente i canoni di locazione applicati risultano mediamente inferiori del 56%, rispetto ai valori medi di mercato rilevati dall’Agenzia del Territorio.

La Fondazione negli anni 2001/2010, ha sottoscritto oltre 13.000 contratti di locazione a “canale concordato” di cui 1.380 appartenenti alle fasce sociali protette.