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Fra tutte le attività del commercio, quella di agenzia, sebbene sia una delle realtà più antiche e dinamiche della nostra esperienza economica, è stata considerata a lungo dal legislatore solo marginalmente tanto da essere stata sostanzialmente ignorata dal Codice del Commercio in vigore fino al 1942. Il dinamismo degli agenti di commercio, tuttavia, ha supplito alla carenza di regole e tutele adeguate, giuslavoristiche e previdenziali, ponendo le basi tanto della moderna disciplina della professione quanto della nascita dell’Enasarco.

L'istituzione originaria dell'Ente avviene il 30 giugno 1938 con la firma dell’Accordo economico collettivo per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale.
Con Regio Decreto N.1305 del 6/6/1939 fu istituito l'ENASARCO (all’epoca ENFASARCO) quale gestore della prima e per molto tempo unica tutela previdenziale per gli Agenti e Rappresentati.

L’Accordo Economico Collettivo del 1938 concepiva la tutela previdenziale Enasarco sostanzialmente quale garanzia per l’agente di effettiva percezione delle somme accantonate a titolo d’indennità di risoluzione del rapporto. Tali somme, infatti, attraverso l’accantonamento presso l’Ente previdenziale, erano poste al riparo da ogni rischio di fallimento o insolvenza dell’impresa preponente cosicché l’agente potesse con esse fronteggiare l’eventuale stato di bisogno derivante dalla fine del rapporto contrattuale. L’Ente a sua volta provvedeva alla capitalizzazione di questi accantonamenti dapprima mediante l’accensione di polizze presso l’Istituto Nazionale delle Assicurazioni e dal 1951 mediante gestione diretta.

Con gli Accordi Economici Collettivi del 1956 e del 1958 si giunse, invece, alla nascita del Fondo Previdenza, del Fondo Assistenza e del Fondo Indennità Risoluzione Rapporto, ciascuno con proprie caratteristiche e distinte finalità previdenziali.

La legge 22 luglio 1966 n. 613 istituì presso l’INPS l’assicurazione generale obbligatoria per gli esercenti attività commerciali e con l’art. 38 riconobbe natura integrativa alla previdenza Enasarco.

Con l’entrata in vigore della legge 2 febbraio 1973 n. 12, vi è stata una profonda trasformazione del sistema previdenziale Enasarco che ha assunto connotati sostanzialmente prossimi a quelli dei sistemi previdenziali a ripartizione (nei quali la generazione in attività sostiene l’onere previdenziale della generazione pensionata), pur mantenendo alcuni elementi spuri derivanti dall’originario sistema a capitalizzazione (conti individuali e assenza di automaticità delle prestazioni).

Lo strumento legislativo si è però dimostrato troppo rigido rispetto ai cambiamenti economici ed ai loro effetti in campo previdenziale avvenuti negli anni ’70, ’80 e ’90.

Considerato ciò, il Consiglio di Amministrazione dell’Enasarco, sulla base delle indicazioni offerte dalle Parti Sociali rappresentative degli agenti e delle imprese proponenti, ha con delibera 27 novembre 1996, approvata dai Ministeri Vigilanti in data 16 giugno 1997, trasformato l’Ente pubblico Enasarco nell’attuale Fondazione Enasarco di diritto privato.

E’ stato così redatto nel 1998 un Regolamento delle Attività Istituzionali che attraverso varie modifiche, nel 2004 ha determinato il definitivo passaggio dal precedente sistema retributivo all’attuale sistema contributivo nel rispetto del principio del pro-rata per le anzianità contributive già maturate e secondo i principi generali tracciati dalla legge n. 335/95.

Gli ultimi giorni del 2011 sono stati fortemente scanditi dalle scelte nette compiute, soprattutto in ambito economico, dal Governo Monti. L’articolo 24 comma 24 del decreto legge “Salva Italia” (convertito in legge n. 214/2011) ha previsto per gli enti previdenziali l’obbligo di adottare provvedimenti per assicurare la sostenibilità finanziaria a cinquant’anni.

Nel corso del 2012 una delle priorità per la Fondazione Enasarco è diventata, quindi, quella di tutelare gli iscritti e garantire la propria sostenibilità finanziaria. Il 1° gennaio 2012 è entrato in vigore un nuovo Regolamento delle attività istituzionali, per la necessità di assicurare la stabilità di lungo periodo della gestione previdenziale. La riforma aveva l’obiettivo di intervenire sull’aumento delle entrate contributive e sul contenimento della spesa. Questo nuovo assetto regolamentare, approvato dal CdA della Fondazione tra il 2010 e il 2011, ha subito però ulteriori modifiche a seguito della riforma sulle pensioni presentata dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali Fornero, che ha ridefinito la soglia dell’età pensionabile e l’applicazione del sistema contributivo “pro-rata”.

Questi ulteriori interventi normativi hanno avuto come obiettivo nel lungo periodo quello di garantire l’erogazione delle pensioni attuali e di quelle future, nonché di tutte le altre presta-zioni che la Fondazione eroga. Il progetto di rinnovamento è stato riconosciuto dalle stesse autorità di vigilanza. Nel novembre 2012 infatti i Ministeri vigilanti hanno approvato il Bilancio Tecnico, riconoscendo l’equilibrio e la sostenibilità di Enasarco per i prossimi 50 anni.

La riforma dello Statuto ha determinato una tappa fondamentale per la storia recente della Fondazione. Il documento è stato approvato dal CdA il 9 ottobre 2014 ed è ispirato da tre criteri-guida essenziali. Il primo è quello del passaggio dalla formula della designazione dei componenti del CdA, affidata alle Parti sociali, all’elezione diretta degli amministratori da parte degli iscritti in attività attraverso l’assemblea dei delegati. Il secondo criterio-guida concerne la definizione, rigorosa e puntuale, dei requisiti di professionalità, competenza e onorabilità dei membri dell’Assemblea, del CdA e del Collegio sindacale. Il terzo criterio si rivolge al delicato ambito della gestione degli investimenti e del patrimonio. I riferimenti statutari in materia ribadiscono e rafforzano gli sforzi compiuti dalla Fondazione nel senso di assicurare la massima trasparenza nella gestione attraverso l’adozione di buone pratiche di condotta.

Proprio il 2016 ha segnato un passo storico nel processo di cambiamento perseguito dalla Fondazione Enasarco. Questo punto di svolta epocale è avvenuto ad aprile, quando agenti e ditte mandanti hanno eletto per la prima volta i propri rappresentanti all’Assemblea dei delegati. Il 14 giugno il CdA ha poi eletto all’unanimità il presidente Gianroberto Costa.

 Brochure informativa sulla Fondazione Enasarco