CON GLI AGENTI E I RAPPRESENTANTI DI COMMERCIO
DA OLTRE 75 ANNI
Notizie
Sei in Enasarco > Notizie > Crisi: Confesercenti-Swg, 83% italiani ha speso meno in 2011

Crisi: Confesercenti-Swg, 83% italiani ha speso meno in 2011

Roma, 2 gen. (Adnkronos) - Si chiude un 2011 difficile e si apre un anno nuovo con vecchie preoccupazioni. Secondo il sondaggio Confesercenti-Swg, se ben 9 italiani su 10 (l'83% contro il 69% del 2010) hanno tagliato le spese nel 2011, soprattutto riguardo l'abbigliamento e le calzature, le vacanze e gli acquisti per la casa, per il 2012 si dimostrano sempre piu' timorosi, brindando al nuovo anno con una sostanziale diffidenza: quasi la meta' del campione intervistato (il 48% contro il 33% nel 2010) dichiara che la situazione economica italiana e' pessima e ben il 36% ritiene di aspettarsi un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche della propria famiglia nei prossimi 12 mesi.Quest'ultimo dato e' in aumento di ben 18 punti percentuali rispetto a quello del 2010: da questo emerge ancor di piu' il sentimento di incertezza che ha caratterizzato in modo crescente gli ultimi 12 mesi. Si affievolisce sempre piu' la fiducia nel cambiamento. Il 47% degli italiani non crede in un cambio di marcia per l'anno appena cominciato, sia in positivo sia in negativo, mentre la quota di persone armata di buoni propositi e con uno spirito ottimista e' davvero esigua: coloro che si dichiarano fiduciosi in un futuro miglioramento sono solo il 17% (in calo rispetto al 24% dell'anno precedente).La crisi, in sostanza, continua a farsi sentire. Aumenta la difficolta' degli italiani a far quadrare il proprio bilancio familiare per arrivare senza difficolta' alla fine del mese. Scende, infatti, di dieci punti la quota di persone che riesce, con il proprio il reddito, a coprire in tranquillita' le spese mensili: e' il 62%, mentre sale al 28% la fetta che riesce a far fronte a tutte le spese fino alla terza settimana (era il 20% nel 2010). Il 10% confessa, infine, di giungere, con le proprie entrate mensili, solo fino alla seconda settimana.