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Rassegna stampa - Crescita ok, ma non toccate le pensioni

Crescita ok, ma non toccate le pensioni, di Davide Colombo (Il Sole 24Ore 29/11/2017)

L’Ocse supera in ottimismo il governo, e prevede per l’Italia una crescita dell’1,6% per quest’anno, riallineandosi con i numeri governativi per il 2018 (+1,5%) e il 2019 (+1,3%); anche sul debito pubblico, le cifre Ocse scendono sotto a 129,8% del Pil l’anno prossimo (il governo prevede 130%), e si mostrano più prudenti sul 2019 (127,7% del Pil secondo l’Ocse, 127,1% per il governo). Numeri positivi, che però secondo l’Organizzazione dei 35 paesi industrializzati non permettono di «rallentare il ritmo delle riforme strutturali e il consolidamento dei conti pubblici»: non toccate la riforma delle pensioni, intima in sostanza l’Ocse, guardando al dibattito di queste settimane ma soprattutto alle incertezze politiche in vista delle elezioni.

Le cifre contenute nelle previsioni di novembre diffuse ieri offrono per l’Italia una doppia correzione al rialzo, in linea con le dinamiche osservate nel contesto internazionale (si veda l’articolo a pagina 5). A spingere la crescita italiana, il paese che secondo il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurría, «ha dinanzi a sé le sfide maggiori fra le nazioni del G7», è anche la ricaduta degli interventi di politica economica di questi anni, dalla decontribuzione per i nuovi assunti alla replica degli sconti fiscali per gli investimenti fino ai programmi di estensione della e-fattura nelle transazioni fra privati. Interventi che però hanno bisogno di una «piena attuazione» per rafforzare crescita potenziale e coesione sociale. Ovvia la soddisfazione del ministro dell’Economia: «L’Ocse sa far bene il suo mestiere - sorride Padoan - per cui mi fido dei dati lusinghieri che ci ha fornito oggi».

 

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