n.9 (settembre-dicembre)

 

Enasarco siamo noi, voi compresi

Il lungo articolo che apre questo numero descrive la fase che la Fondazione Enasarco sta attraversando, segnata dai colpi della crisi – come accade ormai da tempo in moltissimi settori produttivi, e in generale nelle società – e più di recente da innovazioni normative che hanno reso necessario rimettere mano a quanto era stato già fatto, e bene, nell’articolato lavoro di preparazione del Regolamento delle Attività Istituzionali. Le pagine che seguono spiegano diffusamente tutto questo, riportando senza infingimenti il punto di vista della Fondazione in proposito, e non c’è dunque bisogno di dilungarci qui. 

Quello che invece è opportuno dire in queste righe con cui il giornale ‘dà il benvenuto’ ai suoi lettori, e chiede loro qualche minuto per guardarsi in faccia e dire due parole, è che quando parliamo di Fondazione Enasarco stiamo parlando di noi. Ma anche, e soprattutto, di voi. 

Tutte le scelte operate dalla Fondazione, sia quelle all’origine della riforma varata a inizio anno, sia queste più recenti dettate dall’urgenza di far fronte al nuovo dettato legislativo, nascono all’insegna di un patto generazionale tra padri e figli, e nel preciso perimetro che ispira per intero l’operato della Fondazione: quello di agire nella più piena tutela e nel più pieno interesse dei propri iscritti. 

Questo è quanto, si parva licet, cerca di fare nel suo piccolo anche questo giornale, un compagno di viaggio che in primo luogo auspichiamo utile sotto il profilo informativo, ma anche interessante per come cerca di individuare temi connessi al quotidiano degli agenti, e magari – in qualche passaggio – addirittura divertente. 

Da compagni di viaggio, per definizione coinvolti, speriamo che le prossime tappe ci portino verso le mete che desideriamo.
Ed è perciò con un’intensità particolare, in cui si mischiano impegno e speranza, che vi auguriamo – senza retorica, ma con grande partecipazione – buone feste e un 2013 migliore, sotto ogni profilo possibile.