
Un 2025 che conferma la sostenibilità a 30 anni della Cassa.
L’anno si chiude per la Fondazione Enasarco come uno degli anni più significativi dell’ultimo decennio. Numeri, riforme e nuove politiche pubbliche convergono verso un messaggio inequivocabile: l’Ente degli agenti e consulenti è oggi una realtà finanziariamente solida, socialmente utile e attuarialmente sostenibile.
Con un patrimonio che si attesta intorno ai 10 miliardi e un risultato economico di 467 milioni, Enasarco conferma un profilo di stabilità che si riflette nelle conclusioni del bilancio tecnico attuariale, il quale certifica la sostenibilità del sistema per almeno 30 anni senza necessità di interventi correttivi strutturali.
Sul fronte sociale, il 2025 segna il consolidamento di un welfare a 19 prestazioni, orientato alla prevenzione, alla tutela della famiglia e all’assistenza delle fasce più fragili. Con oltre 21 milioni destinati alla sanità, 16 milioni alle prestazioni sociali e una serie di misure mirate, il cosiddetto “budget sociale” diventa un pilastro della nuova governance.
È però il settore immobiliare a rappresentare uno dei passaggi più innovativi dell’anno: l’accordo con Roma Capitale per la cessione di 1.040 alloggi destinati all’edilizia residenziale pubblica viene definito da molti osservatori come una delle più rilevanti operazioni sociali e patrimoniali della Capitale negli ultimi decenni. Il primo rogito, il 30 dicembre, trasferisce 336 appartamenti per un valore di 53 milioni, mentre ulteriori 700 unità seguiranno nel 2026.
Parallelamente procede la digitalizzazione dei servizi, con l’estensione dell’accesso tramite SPID, l’automazione dei flussi contributivi e l’ampliamento delle funzionalità online per agenti e imprese.
Nel complesso, il “mondo Enasarco” — 220.000 agenti, altrettante imprese mandanti e una rete che intermedia oltre il 25 % del PIL nazionale — continua a esercitare un ruolo di stabilizzazione economica, con oltre 1 miliardo l’anno di pensioni che alimentano consumi e sicurezza del reddito.
Il 2025 emerge così come l’anno delle fondamenta: sostenibilità attuariale, politiche sociali rafforzate, razionalizzazione del patrimonio immobiliare e un nuovo protagonismo istituzionale. Un anno che anticipa il triennio 2026–2028 nel segno del “budget sociale al centro”, con obiettivi ancora più ambiziosi in tema di welfare, digitalizzazione e rapporto con gli iscritti.
(31 dicembre 2025)
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